Editoria ed eventi

0-32c13747-800Il Paramirum (scritto nel 1531) è considerato da tutti gli studiosi un
libro fondamentale per la comprensione della visione dell’arte medica
e della terapia che sosteneva l’operatività di Paracelso.
Questo testo è infatti dedicato alla definizione dei compiti e delle qualità
che sono proprie del medico, approfondendo in modo particolare
l’indagine sulle cause e sulle ragioni dei processi morbosi.
Dopo aver compiuto un’interessante analisi sulle diverse modalità con
cui i terapeuti praticano le loro cure e aver quindi definito “le cinque
sette dei medici”, ovvero le cinque modalità attraverso cui è possibile
operare una terapia, Paracelso descrive in modo organico e sistematico
la sua visione della malattia e delle cause per cui la malattia
stessa possa manifestarsi, giungendo infine a spiegarne il significato
più profondo.
Le radici alchemiche del suo pensiero descrivono una visione dell’uomo
e del mondo di sconcertante attualità e la concezione olistica della
cura e del processo di guarigione che ispirano tutta l’opera, possono
ancora oggi essere di grande aiuto per la comprensione di sé e del
significato che è da attribuirsi al prendersi cura dell’altro.

Carlo Conti                                                                                                                                   ricercatore e operatore spagyrico, Naturopata-Heilpraktiker,
laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche,
svolge attività professionale di
consulenza e di docenza sui temi inerenti
la Medicina Tradizionale Occidentale e
le sue applicazioni terapeutiche.
Collabora con case editrici e riviste per
la pubblicazione di articoli e testi sulla
Spagyria e, più in generale, la Medicina
Complementare.

 

Manuale di medicina spagyrica

Il testo si propone come un vero e proprio trattato, completo ed esaustivo, sulla Spagyria, perché alla teoria filosofica aggiunge una voluminosa documentazione a sostegno degli aspetti terapeutici.

Nella prima parte vengono raccolte le informazioni teoriche più utili per il terapeuta, dalla filosofia della materia alla preparazione dei rimedi spagyrici nelle loro varie modalità più comuni (Macerati, Quintessenze).

La seconda parte comprende 44 schede relative alle piante utilizzate in spagyria. Di ogni singola pianta la scheda riporta: il tipo di preparazione consigliata per la sostanza specifica; la segnatura astrologica; la segnatura elementare; le controindicazioni eventualmente reperite e circostanziate; il nome botanico e le parti da utilizzare; l’indicazione per inquadrare l’indirizzo psicosomatico della pianta; le proprietà storicamente riconosciute alla pianta con l’autore di tale attribuzione; le indicazioni sintomatiche storicamente riconosciute che permettono di risalire alla pianta migliore per ciascun soggetto mediante anamnesi; la segnatura e l’aspetto mitologico utili sia per inquadrare il “senso” del vegetale sia per l’astrodiagnosi.

Il testo si conclude con un vero e proprio “repertorio” dei sintomi e delle proprietà curative, che consente al terapeuta di giungere alla prescrizione spagyrica opportuna, caratteristica che rappresenta una novità assoluta,

 

 

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